Roberta Girgenti.
Un’emigrata normale che realizza il suo sogno in Togo

Mi chiamo Roberta Girgenti ed ho 30 anni. Da quasi tre anni vivo e lavoro in Togo, il paese d’origine di mio marito, ed abbiamo una bambina di 4 anni. Inizialmente ho avuto difficoltà ad adattarmi al modo di vivere di questo paese: le abitudini locali sono molto diverse da quelle europee, ed italiane in particolare e poi il clima, molto caldo e spesso anche umido, rende il fare una semplice camminata o anche lavorare veramente stancante.

Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere, ho un master in “Immigrazione e Trasforamazioni Sociali” ed uno in “Didattica della lingua italiana”, ho lavorato nel settore dell’immigrazione per 4 anni e ho vissuto in Belgio dove ho insegnato italiano in scuole private, aziende e nelle Istituzioni Europee. Quindi, quando mio marito mi ha proposto di andare con lui perché voleva creare qualcosa nel suo paese d’origine, abbiamo cercato di realizzare un progetto che tenesse conto dei bisogni e delle competenze di entrambi.

Quando eravamo in Italia, abbiamo fatto un po’ di ricerca sul campo ed abbiamo capito che le maggiori problematiche dei togolesi, al loro arrivo, sono la lingua e il percorso che devono affrontare. Così, abbiamo cercato di mettere in piedi un progetto d’orientamento qui in Togo, con cui li aiutiamo nella scelta degli studi e a conoscere meglio la realtà e la cultura del paese: i ragazzi partono con una visione più realistica, un bagaglio culturale ampio e quando arrivano si sentono più a loro agio.

La relazione con i nostri studenti non finisce mai, nemmeno quando arrivano in Italia!

Abbiamo stipulato delle convenzioni con alcune Università togolesi per accogliere stagisti italiani e siamo sempre in contatto con le università italiane per seguire gli studenti nel loro percorso.

Vorremmo anche sviluppare contatti con fondazioni o associazioni per offrire borse di studio consistenti ai migliori studenti.

La nostra Casa Italiana è un luogo d’incontro: vengono a trovarci togolesi che arrivano in Togo in vacanza dall’Italia, italiani che si trovano in Togo di passaggio e questo moltiplica le occasioni d’incontro e confronto fra le persone e le culture. Cosa molto importante, soprattutto se pensiamo alla situazione italiana: l’Italia non è in grado di gestire il flusso migratorio e questo crea dei grossi problemi sociali. Ma io credo che solo la conoscenza e lo scambio possano salvarci e solo con le alleanze potremo uscire da questa situazione.

Ecco perché per me l’immigrazione è una bella storia:
mi ha permesso di concretizzare un progetto e di capire, ancora meglio, quali sono i miei limiti, le mie potenzialità, la mia forza.

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