Minori stranieri, le loro storie e il progetto Faro di Terre des hommes per i “children on the move”

In Italia a fine marzo erano presenti 13.838 migranti minorenni non accompagnati, privi cioè di adulti di riferimento. A loro è dedicato il progetto Faro di Terre des Hommes, una delle Ong partner di «Voci di confine».

Le storie di questi bambini ed adolescenti, le loro paure e soprattutto i loro sogni sono stati anche al centro di una mostra e un progetto fotogiornalistico ed artistico, realizzato dal fotografo Mirko Cecchi, dalla giornalista Claudia Bellanti e dall’illustratrice Michela Nanut (ndr la foto allegata a questo post è parte di questo lavoro).

Il progetto Faro

La Fondazione Terre des Hommes ormai da 7 anni opera con il progetto Faro per l’assistenza psicologica e psicosociale ai minori stranieri.

Da quest’anno è attivo un intervento di pronta identificazione delle vulnerabilità psicosociali dei minori stranieri dallo sbarco alla prima accoglienza e per il rafforzamento del sistema di accoglienza nelle province di Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa” finanziato dal Ministero dell’Interno con Fondi FAMI 2014 – 2020. Ciò ha permesso l’estensione del progetto Faro in diversi porti e centri di prima accoglienza in cui ancora la Fondazione non era attiva.

Attualmente sono cinque le equipe mobili operative in Sicilia, costituita da psicologo, sociologo/antropologo e mediatore) e oltre all’attività di diretto supporto psicosociale ai minori stranieri non accompagnati sono previste azioni di formazione in collaborazione con i partner Policlinico di Palermo, Università degli Studi di Messina, Istituto Pedro Arrupe.

Nel 2017 le equipe del progetto Faro hanno prestato assistenza a 6.326 persone, in maggioranza minori stranieri non accompagnati e famiglie con minori.

Al porto di Pozzallo nel corso del 2017 l’equipe di Terre des Hommes ha seguito 26 sbarchi, assistendo 118 persone (di cui 46 minori) intervenendo in fase di triage sanitario, coadiuvando l’azione di ASP e dei medici delle ong presenti. I soggetti vulnerabili sono stati immediatamente segnalati in loco per trasferimenti in ospedale o eventuale monitoraggio presso l’Hotspot dove sarebbero stati poi trasferiti. All’interno dell’Hotspot 113 persone, in maggioranza minori, sono state seguite e prese in carico dalla psicologa e 1.449 bambini e famiglie hanno beneficiato di assistenza e attività psicosociali.

Nel centro Casa delle Culture Mediterranean Hope di Scicli la psicologa ha seguito durante l’anno 20 casi individuali con 81 colloqui, mentre le attività psicosociali hanno coinvolto in tutto 286 minori. L’equipe è stata presente per qualche mese anche nel CPA delle suore Salesiane a Pozzallo, dove la psicologa ha seguito 2 casi. 30 sono stati i beneficiari delle attività psicosociali. 435 sono i beneficiari delle attività psicologiche di gruppo portate avanti nei vari centri dalla equipe di Ragusa.

Nei centri d’accoglienza delle province di Siracusa e Catania in cui siamo stati presenti durante l’anno 2017 (Centro Casa Freedom a Priolo (SR) prima della sua chiusura in marzo, CAT San Francesco a Caltagirone (CT), Centro Il Nodo Cosvis a Catania e Centro San Giovanni Battista a Giarre, Catania, anch’esso chiuso in marzo), gli operatori hanno portato avanti attività psicosociali di cui hanno beneficiato 2740 minori stranieri, la maggior parte dei quali non accompagnati e famiglie con minori. La psicologa ha condotto 235 colloqui prendendo in carico 97 minori bisognosi di supporto psicologico.

Nel 2017 Terre des Hommes è stata presente anche a Ventimiglia con un’operatrice legale, una mediatrice e un consulente legale che hanno svolto un supporto ad ampio raggio (informazione legale, orientamento al contesto, accesso ai servizi di base, ecc.) per i minori non accompagnati e le famiglie con minori alla Chiesa delle Gianchette (fino alla chiusura del suo centro d’accoglienza a fine agosto), al campo Roja della Croce Rossa, alle stazioni di Ventimiglia e Menton Garavan, con missioni nel greto del fiume Roja, dove bivaccano molti migranti. Questo intervento ha l’obiettivo di informare i minori stranieri non accompagnati intenzionati a varcare irregolarmente la frontiera sulla possibilità di richiedere il ricongiungimento familiare nel caso avessero parenti residenti regolarmente oltreconfine, evitando così pericoli legati al passaggio di confine illegale. Allo stesso tempo gli operatori si sono attivati per assicurare una corretta presa in carico dei casi più vulnerabili da parte delle istituzioni locali. Durante il 2017 sono stati assistiti direttamente 216 minori, mentre sono state offerte informazioni e servizi rapidi a circa 800 migranti.

Grazie a un finanziamento della Fondation d’Harcourt e Amade Mondiale nel 2017 è stato possibile assegnare 20 borse di studio ad altrettanti minori stranieri non accompagnati particolarmente meritevoli che si trovano in comunità d’accoglienza su tutto il territorio italiano. In questo modo Terre des Hommes ha voluto uscire dalla logica puramente assistenziale ed emergenziale dell’accoglienza, cercando di costruire percorsi reali di integrazione per questi ragazzi che hanno alle spalle percorsi di vita drammatici, ma anche risorse importanti da mettere in gioco.

A maggio 2017 è stata presentata a Palermo la Guida al Modello Faro: Salute Mentale e Supporto Psicosociale a minori migranti non accompagnati e a famiglie con bambini in prima accoglienza” liberamente scaricabile alla pagina http://www.terredeshommes.it/dnload/GuidaFARO-2017.pdf che, oltre descrivere in dettaglio le modalità d’intervento e le problematiche specifiche che si incontrano nel lavoro quotidiano dello staff, è arricchita dall’esposizione di casi seguiti e da schede tecniche che riportano in sintesi esempi di attività psicosociali.

Le attività del progetto Faro di Terre des Hommes a protezione dei minori stranieri non accompagnati in Italia sono finanziate interamente con fondi privati. Tra i maggiori donatori troviamo la Federazione Internazionale Terre des Hommes, Fondation d’Harcourt, Association Mondiale des Amis de l’Enfance (Amade), LDS Charities.

Il progetto Faro rientra nella Campagna “Destination Unknown” della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti (children on the move) nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze.