Cos’è la migrazione

La migrazione è quasi per definizione un fenomeno globale, che va conosciuto, senza pregiudizi e senza paure ed è conseguenza del desiderio ancestrale dell’uomo di spostarsi dal proprio luogo di nascita verso luoghi che possano offrire maggiori opportunità.

Ha caratterizzato tutta l’evoluzione umana e ancora oggi è estremamente diffuso: il Gallup World Pool 2013-2016 (Washington, 2017) – un’indagine basata su 590mila contatti in 156 paesi del mondo – stima che globalmente desiderano migrare in maniera permanente ben 710 milioni di persone, pari al 14% della popolazione adulta mondiale, in aggiunta ai 253 milioni di migranti internazionali stimati dal Dossier Statistico Immigrazione, con una crescita annuale dell’1,87%.

Da dove si spostano i migranti internazionali?

La maggior parte, il 39,6% partono dall’Asia, il continente più popoloso, mentre al secondo posto troviamo l’Europa, con il 25,9%: la libertà di movimento di cui godiamo noi europei ci permette di raggiungere senza problemi quasi tutti i Paesi del mondo.

Un discorso a parte è quello dell’Africa: pur dovendo far fronte ad un ritardo significativo nello sviluppo economico e una grande pressione demografica, è il continente meno mobile del mondo con una percentuale di migranti internazionali del 13,4% .

Tutto ciò è dovuto al fatto che in generale nei paesi in via di sviluppo prevalgono le “migrazioni sud-sud”, quelle tra paesi in via di sviluppo limitrofi o comunque appartenenti alla stessa area continentale. Spostarsi in un’area continentale diversa invece, è un’abitudine dei migranti provenienti da “paesi a sviluppo avanzato”, che tendenzialmente si stabiliscono in America Settentrionale e Oceania.

Il nostro è un pianeta in continuo movimento.