Cosa c’entra Manzoni con i barconi?

Un rap racconta come potrebbe essere oggi l’arrivo di Renzo dalla Libia a Milano

S&S hanno sedici anni e rappano, da soli e insieme, in una delle Case Saltatempo de La Cordata, centri di seconda accoglienza anche minori non accompagnati situati nella via più multietnica di Milano.
Marta, Carlotta, Sofia, Giada e Carlotta sono in terza superiore e studiano latino e greco nel liceo classico dedicato ad Alessandro Manzoni in centro.
Anche Lorenzo è un loro coetaneo e compone basi musicali per brani rap nell’hinterland nord milanese.

rapper alla Maratona Manzoni 2017

Si conoscono la prima volta un mercoledì pomeriggio di fine novembre, nella sala dove pranzano S&S. Imbarazzo, curiosità e stanchezza durano poco perché bisogna lavorare. Sono coinvolti nella realizzazione di un pezzo rap per Maratona Manzoni International, la versione “in tutte le lingue” del festival che da quattro anni porta tutti a leggere ad alta voce I Promessi Sposi in giro per i quartieri e che il 16 dicembre si è conclude come uno speciale “Canto di Natale” assieme alla nuova generazione cittadina.

Ci sono insomma pochi giorni di tempo e un’idea balzana da tentare.

S. ascolta gli adulti con l’idea del brano da scrivere già in testa, anche se l’opera del Manzoni non la conosce ancora tutta. Lui il rap lo fa da poco, da quando dall’Egitto è arrivato due anni fa. S.invece sembra saperla lunga, aspetta e ascolta la base di Lorenzo con cura. Lui il rap lo fa da quando, bambino, andava in giro per le stradine del suo paesino in Marocco insieme ai suoi amici.
Lorenzo, che arriva da scuola di corsa perché lui abita più lontano di tutti, sta zitto, poco abituato a sentire la sua musica uscire dalla sua camera. A tenere le fila del lavoro, oltre a Fabio l’operatore sociale de La Cordata (che con l’equipe educativa si prende cura di minori stranieri non accompagnati anche attraverso percorsi di teatro) c’è Giacomo, fonico e produttore che a meno di trent’anni ha accettato la sfida di portare per la prima volta in sala di registrazione gli adolescenti.
Mentre i musicisti si confrontano, le cinque liceali ascoltano e cercano di capire come portare in video quella stranissima esperienza, che poco prima in metropolitana non sapevano ancora bene come sarebbe stata. Gli occhi si guardano intorno alla ricerca di spunti e trovano quotidianità che riconoscono perché identiche alle loro. Un calendario dei turni per le faccende domestiche appeso in cucina, una musica pop che esce da qualche stanza che ricorda quella che stavano ascoltando in cuffia.

Dopo poco più di un’ora si salutano, pronti per lavorare separatamente fino alla settimana seguente, prima data di registrazione alla Civica Scuola di Musica, in una bella villa in un’altra parte ancora della città. Per quel giorno S&S avranno il testo che racconta la loro avventura di nuovi Renzo in arrivo da lontano, in una terra che non sanno cosa potrà dare e che raggiungono in barca da soli. La loro avventura è difficile da raccontare, sanno che non tutti sapranno ascoltarla ma capiscono che il loro Don Rodrigo trafficante è ormai distante. Lorenzo porterà una base corretta dai consigli di Giacomo. Le cinque ragazze saranno abili videomaker dopo il corso seguito in classe con lo staff della Maratona come alternanza scuola/lavoro.

Silenzio, si registra
Il primo pomeriggio di registrazione passa veloce, tutti e otto i ragazzi sono concentrati e creativi. Studiano, si studiano e alla fine si prendono tempo per loro, per conoscersi e capirsi. Scatta la coca cola smezzata e qualche numero di cellulare passa di mano in mano. Scoprono che il lavoro è duro, ma duro per tutti e tutti loro puntano a fare il meglio per imparare il massimo da questa esperienza così diversa dal solito. Le due voci prendono fiducia, le telecamere iniziano ad avvicinarsi di più e le orecchie del musicista non si stancano mai di ascoltare.
Ci si dà un nuovo appuntamento pomeridiano in studio per terminare l’audio, con pochi giorni di distanza per decantare e riprendersi.
Nel frattempo una mattina viene dedicata alle immagini del videoclip del rap in giro per la città, S&S rappano tra piazzale Duca d’Aosta e Gae Aulenti, mentre le cinque Lucia aspettano sedute alle colonne di San Lorenzo. Una Milano gelida fa tirare fuori il termos di the a Marta, che prontamente S. accoglie con entusiasmo. Ormai i ragazzi si conoscono talmente bene che basta un’occhiata per riprendere e riprendersi.

Il loro lavoro finale è un video, che S. vede bellissimo perché fatto da tutti e S. sente come suo perché lo considera una buona “poesia stradale”, come il rap deve essere, arriva sul web poco prima dell’evento del 16 e in pochissimo tempo supera migliaia di visualizzazioni. Sotto il video si leggono i commenti degli amici, vicini e lontani, dei nostri due Renzo che ormai padroneggiano il romanzo ottocentesco e riescono a raccontare cos’è l’amore anche in italiano.
Le ragazze lo vedono invece proiettato in aula magna della loro scuola davanti ai loro compagni, consapevoli che le distanze con i due rapper sono solo negli occhi di chi non si mette in gioco.

Il progetto nasce dalle organizzatrici di Maratona Manzoni, evento culturale che dal 2014 porta la lettura collettiva ad alta voce dei Promessi Sposi nei luoghi significativi per lo sviluppo urbano. L’idea del rap ha assecondato uno spunto di S&S, accolti da Case Saltatempo, lettori in italiano all’ultima edizione di Maratona Manzoni a ottobre 2017, ed è divenuta il frutto speciale di Maratona Manzoni International.
Lo scopo ora è quello di tenere insieme le relazioni createsi in vista di altre iniziative, perché i ragazzi hanno maturato una nuova voglia di raccontarsi e, producendola, così mettersi alla prova.
Perché la migrazione è una bella storia, specie se si intreccia con quelle degli altri.