Chi Siamo

Perché la migrazione è una bella storia?

Invasione, minaccia, problema: oggi il fenomeno delle migrazioni viene raccontato soprattutto con queste parole. Ma perché non parlare anche del fatto che il fenomeno migratorio può rappresentare una possibilità di crescita, sia per chi parte che per chi accoglie?

Voci di Confine nasce per chi vuole capovolgere questa prospettiva.

Per chi non si sente rappresentato dalla chiusura – dei confini, come degli stereotipi – e vive l’accoglienza e l’integrazione come un fatto normale.

È un percorso da fare insieme a chi vive la migrazione ogni giorno, partendo dalle esperienze di frontiera nei territori che accolgono, come Lampedusa, e nelle comunità di origine dei migranti, in Africa e altrove.

Per riuscire in questo progetto – cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – abbiamo messo insieme organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, enti locali di confine impegnati ogni giorno nella gestione del fenomeno migratorio, associazioni delle diaspore e di volontariato, imprese sociali, enti di ricerca ed esperti della comunicazione. Un coro di sedici voci che si uniscono per ridiscutere la narrazione delle migrazioni: Amref Health Africa Onlus, Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, Centro Servizi Volontariato Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre Des Hommes Italia.

Entro la fine del 2018 daremo forma a campagne d’informazione basate su dati concreti e storie di vita vissuta; percorsi educativi nelle scuole e nei centri di aggregazione, per portare ai più giovani un punto di vista basato sull’obiettività delle statistiche e delle esperienze; e scambi di buone pratiche, con incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati.

Il tutto, con l’obiettivo di raggiungere 4 milioni di cittadini

oltre 6.500 giovani, docenti ed educatori,

quasi 2.000 operatori della cooperazione, ricercatori, imprenditori e membri della diaspora

e 300 rappresentanti di enti locali italiani ed euromediterranei.