Brhan Tesfay.
La mia missione è dare spazio alla narrazione senza patria

Mi chiamo Brhan Tesfay ed ho 48 anni. Oggi vivo a Prato, ma sono di origini eritree: come ogni bambino che segue il destino dei propri genitori, io ho seguito mia madre e sono arrivato in Italia  quasi quarant’anni fa. Ai tempi, le parole immigrato ed extracomunitario erano totalmente assenti sia dall’immaginario collettivo che nei vari mezzi d’informazione, e nonostante io fossi figlio e studente nel mio paese come qui, è stato traumatico trovarsi dall’oggi al domani senza poter parlare con i propri coetanei e sempre al centro dell’attenzione.

In poco tempo, ho scoperto di essere diverso. È per questo che ho iniziato a scrivere.

Oggi sono un poeta, scrittore, autore di teatro ed ho fondato con una socia una casa editrice – la Edizioni SUI (Sviluppi Umani Immaginati). Vivo la poesia, ma nella quotidianità devo lavorare duro, soprattutto perché il sistema esistente non prevede come un dato ovvio che un africano possa essere scrittore, tanto meno editore. Non sono il solo in questa situazione, per questo con la mia casa editrice ho voluto creare uno spazio d’incontro dove potesse prendere forma una narrazione senza patria: una narrazione che riconosce un’unica comunità fatta di esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dall’appartenenza religiosa o altro, in cui le differenze sono vissute come elemento di ricchezza.

Per me non è fondamentale dove vivo, ma con chi e per fare cosa.

In Italia tutto è in movimento, ma tutte le rappresentazioni tendono a proporre sempre gli stessi stereotipi. Mentre pensando all’Africa, è necessario cambiare l’immaginario collettivo occidentale su questo continente, ripensare il sistema economico attuale e intervenire con pratiche di formazione e trasmissione d’informazioni.

Ho il bisogno primario di raccontare il profondo mutamento della società.

Nonostante il sistema, nonostante le difficoltà, la mia storia è come una piccola goccia che testimonia come, ovunque ci si trovi, se si ha un pizzico di follia e tanta determinazione si può contribuire alla propria realizzazione e, insieme, dare senso al nostro stare uniti in ogni latitudine e longitudine.

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