Adriano, memorie di minori migranti

“Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici” dice l’imperatore Adriano nel capolavoro della letteratura “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar.

La cultura diventa pane, pane per chi ha dovuto dimenticarsi la scuola a causa di guerre e paura. Ma diventa anche lavoro per giovani che nell’Italia, che stenta a uscire dalla crisi, devono capire da che parte incamminarsi per diventare professionisti.
Pane e lavoro per quasi 40 adolescenti che per un mese si sono conosciuti, confrontati e supportati per creare spot video, atti teatrali e scenografie artistiche. Tutto destinato al grande progetto “La città intorno” di Fondazione Cariplo, che sabato 12 maggio ha portato al Centro di Aggregazione Giovanile di quartiere Adriano a Milano oltre 200 lettori, cittadini qualunque pronti a leggere a voce alta e in più lingue “Memorie di Adriano”.

Lo scopo della manifestazione, oltre a quello di portare in piazza e nella voci di tutti un capolavoro di politica, società e arte europee, è stato quello di far lavorare diversi ragazzi per raccontare la figura dell’imperatore del secondo secolo, immedesimandosi, interpretandolo e raccontandolo in diversi lingue, dal kurdo all’albanese passando per l’ivoriano.

Alice, Ginevra, Kimberly, Leonardo, Lorena, Lorenzo sono al quarto anno del Liceo Artistico Caravaggio, zona via Padova. Studiano indirizzo multimediale, da grandi non sanno ancora bene cosa vorranno diventare ma a loro piace moltissimo il video, e tutto quello che ne deriva.

Kone, Chenar, Houssam, Yasin, Rachid e Jeton arrivano dal mondo, da soli e vivono nelle case Saltatempo della Cooperativa La Cordata, sempre a Milano, sempre in via Padova. Sanno benissimo cosa vogliono diventare ma non sanno da che parte cominciare.

Si incontrano tutti un pomeriggio di aprile, non conoscendo ancora bene il motivo ma sapendo di avere poco tempo da spendere, tra studio, lavoro e desideri.

L’incontro è necessario per rompere il ghiaccio e iniziare a pensare come raccontare in un breve video promozionale, la figura dell’imperatore Adriano, colui che decise di fortificare uno degli Stati più potenti al mondo, includendo, promuovendo cultura e costruendo muri di identità e non di chiusura.

Gli adolescenti nel 2018 hanno le stesse idee, parlare con tutti, capirsi e confrontare i propri limiti per diventare grandi. E questo i 16 adolescenti seduti in una casa accoglienza vicina al quartiere Adriano lo fanno capire dagli sguardi e dalle domande che fanno ai tre organizzatori dell’evento.
Nascono così due minuti di video, con sei attori davanti alla camera che recitano tre fasi di Adriano sulla formazione, l’impero e i confini. E con sei tecnici con 4 camere in mano, sceneggiatura pensata e scritta in meno di due settimane, e la paura di sbagliare sapendo però che il lavoro va fatto comunque.

Il giorno 7 maggio è stato molto importante perché sono iniziate le riprese. Nonostante molti incontri precedenti sia con i ragazzi attori sia con gli altri ragazzi della classe di figurativo, è stato in quel giorno che questi tre gruppi, con noi di multimediale compresi, hanno dovuto collaborare, coordinandosi a vicenda e interagendo per un risultato migliore possibile, facendo respirare un clima rilassato e stimolante. L’esperienza sul campo è stata sicuramente , almeno per me, la parte più gratificante perché è possibile vedere il proprio lavoro “nascere” pian piano.” Lorena

Il lavoro, attrezzato da una scenografia disegnata per l’occasione dalla 4c del liceo Caravaggio, è stato veloce, 7 ore di produzione presso il Centro di Aggregazione Giovanile in una zona verde del quartiere Adriano. Una giornata di lavoro in cui i due gruppi si sono amalgamati, capiti e hanno improvvisato cambiamenti necessari per rendere la vita di Adriano ancora più simile alla loro.

I minori stranieri hanno recitato nelle loro lingue madri, kurdo, albanese e francese, i ragazzi italiani hanno proposto tecniche di riprese innovative e personali.
Se il tempo è sempre stato poco, lavorare con 40 ragazzi in tre settimane ha portato per forza delle decisioni calate dall’alto, la volontà di produrre e di rispettare i tempi è sempre stata presente, tra tutti.

Durante il montaggio ho imparato a capire come fare le inquadrature e a tutto il lavoro che serve per creare un video”. Yasin

Il progetto ha compreso tutte le fasi della realizzazione del video, includendo anche quella del montaggio nel laboratorio multimediale del Liceo. Yasin, Houssam e Kone sono entrati nel laboratorio e hanno potuto capire fino in fondo la struttura di un prodotto audiovisivo, proporre idee ai loro coetanei e sentirsi parte di un risultato comune.

Per i ragazzi liceali l’intera esperienza è stata proposta come Alternanza Scuola Lavoro, una vera offerta formativa professionale a cui tutti loro hanno risposto con entusiasmo e consapevolezza. Sia gli studenti di video sia i ragazzi della scenografia hanno lavorato per circa 30 ore ciascuno, sacrificando tempo allo studio e sapendo però partecipare ad un lavoro collettivo professionale, sia per stile che per metodo.

Durante la giornata della manifestazione, un bel sabato di sole di metà maggio, tutti i ragazzi si sono sentiti gruppo, si sono salutati e hanno dimostrato come la cultura faccia alzare la loro voce, dia loro spazio per capire al meglio la società di cui fanno parte.

Adriano era un uomo molto conosciuto e mi ha fatto piacere rappresentarlo nella sua storia perché è un simbolo prezioso e bello. Mi piace l’antichità e il fatto di riportarla in vita”. Jeton